mercoledì 20 luglio 2016

lunedì 13 giugno 2016

Intervista Stefano Re


1) Stefano ci racconti i tuoi primi approcci al BDSM?

Ma anche no: sono piuttosto riservato sui miei vissuti, specie su quelli che considero più preziosi.

2) Ci lasci con la curiosità allora… E’ chiaro che consideri il BDSM qualcosa di assolutamente privato e personale puoi dirci se è parte integrante del tuo modo di vivere una relazione o gli riservi solo una parte marginale della tua vita?

Per me il BDSM è un vissuto di relazione. Non decido a priori quanto spazio debba avere, è la specifica relazione a deciderlo. Ho avuto partner con cui era praticamente sempre presente, altre con cui capitava occasionalmente. Di sicuro è una componente importante della mia sessualità e di conseguenza uno spazio lo ha sempre avuto, ma le modalità e le tempistiche emergono dalle relazioni che vivo.
3) Hai scritto molti libri sul “mindfucking” puoi spiegarci in grandi linee cosa è?
Vuoi una definizione sintetica? È il processo di modifica delle percezioni di realtà e identità. Tutti viviamo inevitabilmente all’interno delle strutture mentali che costruiamo, basandoci sui dati che recepiamo. Quasi nessuno però è cosciente di questo processo, dei suoi meccanismi, delle sue trappole e delle sue possibilità. Io ne studio i meccanismi, studio come formiamo e modifichiamo l’immagine mentale di quel che poi definiamo realtà, e come formiamo e modifichiamo l’immagine mentale di ciò che poi definiamo identità. Questo è ciò che definisco “mindfucking”.
4) Applichiamo questo concetto al BDSM. Tu hai affermato che “Possiamo essere qualsiasi cosa ed è un atto di volontà scegliere che cosa siamo e cosa non siamo.” Ne possiamo dedurre che il “mindfucking” agisce anche sulla percezione del ruolo?
Quanta carne al fuoco in una sola domanda. Premesso che il MF agisce in qualsiasi cosa facciamo o pensiamo, io definisco i ruoli BDSM come “funzioni di relazione”. Per me non si può essere Dom o sub, slave o Master, senza una relazione che confermi queste attribuzioni: puoi dominare solo se qualcuno si fa dominare da te, puoi essere dominato solo se qualcuno ti domina. Ecco allora che il ruolo, necessariamente, emerge da una relazione in atto. Non c’è prima né fuori dalla relazione, esiste solo al suo interno. Ovviamente, vi sono dei meccanismi tramite cui in una relazione emerge, si concretizza o si modifica quel che abbiamo chiamato ruolo BDSM. Questi meccanismi sono, a pieno titolo, elementi di Mindfucking.
5) Questo apre anche una finestra sul modo di considerare il BDSM nella sua pratica. Si può attraverso questa tecnica plasmare o meglio condizionare mentalmente l’altro?
Giriamo la domanda: si può attraverso pratiche BDSM evitare di plasmare o condizionare il partner? Ma più in generale, si può evitare di plasmare o condizionare chiunque in qualsiasi tipo di interazione? Anche solo domandando “che ore sono” a uno sconosciuto stai *definendo* dei parametri di realtà e identità. Più stretta e strutturata è una forma di interazione, più ampio è il bagaglio di influenza reciproca che ne viene generato: condizionare gli altri - e al tempo stesso esserne condizionati - è semplicemente inevitabile. Il punto non è quindi se ci sia o meno una componente di influenza reciproca: c’è sempre. Il punto è se siamo in grado di comprenderne i meccanismi e quindi di gestirla, o se la subiamo, attivamente o passivamente, senza capirci un bel niente.
6) BDSM e comunicazione. Sappiamo che sei un grande sostenitore della diffusione di elementi di cultura BDSM che (citando le tue parole) “permettano a tutti, con tanta o poca esperienza, con tanta o poca complessità e raffinatezza mentale, di *ragionare* su quel che si vive quando si fa BDSM, su come funzioni *dentro di sé* e *in relazione ad altri*”. Quali pensi siano le strade da percorrere in proposito?
Questa domanda meriterebbe un monologo di venti ore filate come risposta. Quindi, come sempre, mi toccherà semplificare e dare una risposta imprecisa. Ho messo insieme, nel corso degli anni, una mia definizione di cosa sia il BDSM, e precisamente “un vissuto relazionale e proiettivo basato sulla violazione di codici etici condivisi”. Per spiegare per bene cosa significa però ci vogliono diverse ore, ed è quel che faccio quando tengo i miei corsi di approfondimento su questo argomento. Finché chi fa BDSM nemmeno sa cosa stia facendo (e non parlo di come si usi una frusta o si faccia un nodo ma di cosa sia fare BDSM, di come funzioni questo specifico vissuto e di quali meccanismi ponga in essere) diventa assurdo parlare di scelte responsabili e consapevoli.
Ciò premesso, per rispondere in modo sintetico alla domanda, penso che la strada sia composta essenzialmente di questi due passaggi: a) imparare come funzioniamo. b) imparare come comunicare su come funzioniamo. Senza consapevolezza, non c’è volontà.
Senza volontà, non c’è responsabilità
Giovanni Piccirilli
Laura de Mathieu

lunedì 16 maggio 2016

“Il BDSM sopravviverà ad Internet?”


Quando nel 1987 fondai per la prima volta un gruppo di supporto BDSM (Variations II, o Section B 12, come fu conosciuto più tardi) su Compuserve1, mi assicurarono che non ci sarebbero stati più di una quarantina di membri per via del fatto che si trattava, capisci, di una perversione. Tutti dicevano che eravamo una microscopica minoranza. Nessuno tranne noi voleva sapere alcunché di relazioni master/slave, o di come legare correttamente qualcuno. Da accanita lettrice, avevo letto tutto quello che potevo sul BDSM e sapevo che gli psichiatri asserivano che eravamo una specie rara, noialtri feticisti con fantasie BDSM.  Per tutta la vita amici ed amanti avevano continuato a dirmi che la gente normale non aveva il tipo di fantasie e di sentimenti che avevo io. Perciò, l’idea che fossimo soltanto uno sparuto gruppetto di persone aveva senso. Ma quando, solo due anni più tardi, richiesi io stessa l’iscrizione, scoprii che la statistiche di Compuserve mostravano che più di 75.000 persone si erano collegate per leggere, navigare, imparare e. probabilmente, masturbarsi vigorosamente. La cosa mi colpì profondamente. Era il 1989, prima che la maggior parte della gente avesse un computer. Il web non esisteva ancora. La quantità di gente che si era iscritta al mio gruppo era stupefacente. Per la prima volta mi resi conto che i desideri BDSM non erano così rari come tutti sostenevano.Per i baby boomers2, il mondo del BDSM on line degli anni ’80-’90 fu una benedetta introduzione alla realizzazione sessuale. Slave matt: sapevo fin da ragazzino che il BDSM era eccitante. Non me ne resi conto, comunque, sino al college. Anche quando fui finalmente in grado di dare un nome ai miei desideri, avevo comunque paura di metterli in pratica. Finii il college, seguii per tre anni l’università e subito dopo mi sposai, a 27 anni. Il matrimonio era amorevole, ma privo di passione e la mia libido finì in animazione sospesa…
Poi nel 1984 comprai un modem, mi iscrissi a Compuserve, e, ricordandomi dei miei vecchi interessi, finii in una chat BDSM ( Da “Different Loving Too”)
Internet cambiò radicalmente il BDSM attraverso l’offerta di infinite opportunità di informarsi, vederlo in azione, guardare delle foto, imparare e , soprattutto, entrare in contatto con altri appassionati. Nancy Ava Miller3 Quando cominciai, non c’era nulla. Capii la mia missione. Seguii degli incontri alla TES4, e quando tornai nel Nuovo Messico, fondai il PEP. Poi andai a Washington e aprii una filiale del PEP anche lì, un gruppo che poi sarebbe diventato The Black Rose. Oggi, con Internet ci sono gruppi in quasi ogni piccola città d’ America cui si può fare riferimento. ( Da “Different Loving Too”) Oggi viviamo in un mondo dove Internet ha completamente trasformato la qualità della vita e le opportunità sociali delle persone kinky. Nel 1993 se non vivevi in una grande area metropolitana, o almeno vicino ad essa, non avevi possibilità di incontrare altri come te. Nel 1993 il BDSM sembrava una piccola e quasi sconosciuta stranezza sessuale. Nel 2015, sappiamo che decine, se non centinaia di milioni di adulti in tutto il mondo, amano qualche forma di sesso strano abbastanza da far loro cercare le migliaia di siti dedicati agli incontri ed alla pornografia specializzata che si occupano di sesso alternativo. (Da “Different Loving Too”)
Internet ha dimostrato che il conformismo sessuale è una finzione dell’immaginazione bacchettona, e che, avendone l’opportunità, gli adulti ricercano la varietà sessuale, la creatività, l’intensità e l’avventura. Oggi possono scoprire nuovi fetish – o scoprire che li avevano sempre avuti e che adesso hanno un modo per comunicare con altri come loro.
Fakir Musafar5: Oggi la gente mi riconosce come pioniere in molti campi. Per esempio, sono considerato un pioniere nel corseting perché, nel 1959-1961 mi dedicai al revival dei corsetti. Il revival prese piede, ed i social media ebbero una parte importante nel suo successo. Faccio parte di un gruppo dedicato che partì su Facebook con 30 membri, e che oggi ha migliaia di membri grazie alla forza di internet. (Da “Different Loving Too”) E, caspita, è saltato fuori che la gente ama il BDSM. Molta più gente di quanto chiunque avesse immaginato. Le cifre degli iscritti ai due più importanti siti di incontri BDSM sono rivelatrici. FetLife dichiara più di 3,5 milioni di iscritti nel mondo, gente che già pratica o che sta cercando altri che vogliano fare BDSM con loro. Recon Leather Dating (Recon.com) ugualmente dichiara milioni di iscritti gay e bisessuali in tutto il mondo. Il mondo BDSM odierno è lo specchio della cultura Internet. E’ frammentato e specializzato e più che una comunità consolidata è una specie di pluritentacolare Cthulhu socio-sessuale. (Da “Different Loving Too”) E qui sta forse la fregatura: come fai ad avere una comunità di decine di milioni di persone, la maggior parte delle quali si mantiene anonima on line e che non si affaccerà mai ai corsi o agli eventi sociali e che ancor meno sarà in grado di garantire per sé o per altri? Nel BDSM la familiarità alimenta la fiducia. La Scena ha centinaia di delicati meccanismi consolidati – dai gruppi chiusi ai dungeon monitor, all’ostracismo dei predatori sessuali – che si stanno rapidamente disfacendo a causa dell’influenza dei nuovi arrivati.
Deborah Addington6   Quando fui introdotta per la prima volta, beh, dovetti essere introdotta, letteralmente. I praticanti si affidavano l’un l’altro per costruire la comunità. Non c’era proprio modo di scovare un evento e decidere semplicemente di andarci. Questo in generale non è più vero; vai su internet e trovi qualcosa da fare o a cui partecipare praticamente ogni giorno della settimana. Nel processo di diventare più visibili ed accessibili – il che ha i suoi vantaggi – abbiamo perso l’aspetto della connettività personale come componente essenziale della costruzione di una comunità. Il nuovo mondo BDSM è molto più ampio. Include chiunque, dai pervertiti della domenica al praticante più specializzato, esperto e rifinito, sino al Master Sputafuoco che ha appena comprato una frusta e annuncia di essere Goreano.(Da “Different Loving Too”)
Nella sua forma corrente, la comunità BDSM che abbiamo conosciuto sinora sta ancora in piedi? E, cosa più importante, è ancora necessario avere una simile Comunità nel 2016 come era importante negli anni ’80 e ’90?
Sybil Holiday7: Ho visto la comunità leather cambiare tantissimo dagli anni ’80, quando cominciai a farne parte. Non so se, fra vent’anni, ci sarà più una comunità “leather”. E’ possibile che il leather diventi nient’altro che un sottoinsieme del “kink”. (Da “Different Loving Too”).
Sono d’accordo con Sybil su questo. Ora che i giovani hanno accesso istantaneo al BDSM e che si sentono assai più autorizzati a praticare BDSM e feticismo, come potrà sopravvivere una reale Comunità basata su tradizioni, codici, regole, protocolli e pratiche etiche? Abbiamo già assistito ad un significante declino della partecipazione  ai club ed agli eventi ed io credo che accada perché quelli che  hanno meno di 40 anni non la pensano allo stesso modo dei loro genitori e non vogliono o non hanno bisogno delle stesse istituzioni che noi una volta ritenevamo cruciali per la nostra sopravvivenza come comunità BDSM
Naturalmente, la sessualità BDSM di per sè è immortale. Non c’è periodo della storia umana  in cui la gente non fosse interessata al sesso selvaggio, feticista, alternativo. Ma lo stesso Internet che ci ha così efficacemente aiutati ad espandere la nostra comunità in un fenomeno mondiale potrà ugualmente bene decretare la fine della necessità di una Comunità BDSM come noialtri vecchi la conoscevamo.
E magari è una buona cosa, qualcosa che dovremmo considerare come una conquista, tutto sommato. Se i giovani non si sentono più isolati e sessualmente oppressi come ci sentivamo noi, significa che l’enorme lavoro che gli attivisti hanno speso in termini di educazione e diffusione al vasto pubblico ha avuto successo. Il mondo adesso conosce la safeword, ed il “sano, sicuro e consensuale”, e, come noi, si è accorto che non siamo la piccola minoranza emotivamente travagliata che era una volta la nostra etichetta, ma semplicemente normali adulti con desideri sessuali insoliti ma accettabili. Non è questo il sogno che tutti volevamo realizzare, in qualche modo? Anche se i miei amici sulla Scena significano tutto per me, e nonostante che io sia grata di aver fatto parte di questo storico movimento culturale per la maggior parte della mia vita adulta, io accetto il cambiamento. In realtà, io amo questo cambiamento. Significa che siamo cresciuti coi tempi. Penso che il BDSM sarà più grande e più forte che mai on line, ma che la rilevanza delle comunità BDSM organizzate e delle loro tradizionali strutture e servizi dovrà evolversi per soddisfare nuovi valori culturali determinati dalla tecnologia, o rassegnarsi all’estinzione.

Note alla traduzione
 1) Compuserve Società di servizi informatici nata nel 1969, assai prima di internet. Offriva servizi in dial-up e restò importante sino agli anni ’90 del secolo scorso. Attualmente è ancora una fornitrice di servizi informatici, di proprietà di Verizon.
2) Baby Boomers Con baby-boomers si intende la generazione di cittadini USA nati tra il 1945 ed il 1964, come parte di un notevole incremento demografico conosciuto come Baby-Boom.
3) Nancy Ava Miller è una famosa mistress americana che ebbe un ruolo importante negli anni ’80 nella diffusione della cultura e della informazione sul BDSM, fondando per tutti gli Stati Uniti una serie di gruppi di supporto denominati PEP – People Exchanging Power
4) TES The Eulenspiegel Society, la più antica organizzazione di supporto ed educazione BDSM, fondata nel 1971 a New York.
5) Fakir Musafar  pseudonimo di Roland Loomis (1930) artista performativo e pioniere della Body Modification con tecniche come il piercing, il tight-lacing (corseting), la scarificazione, il tatuaggio e la sospensione con uncini infitti nella carne.
6) Deborah Addington   scrittrice ed educatrice sessuale, ha pubblicato manuali sul fisting e sul body piercing
7) Sybil Holiday sulla scena sin da 1981, prodomme dal 1983 al 2005, membro della Society of Janus, autrice di testi sul sadomasochismo consensuale, educatrice ed attivista SM
http://www.legami.org/articoli/articoli_dettaglio.asp?code=515

martedì 12 aprile 2016

Per richiedere il  Glossario BDSM completo edizione integrale in formato PDF o Doc pubblicato in Bdsm – Guida per esploratori dell’erotismo estremo  specifico sulle pratiche di bondage e kinbaku  contattare il seguente indirizzo e-mail: bdsmcultura@gmail.com


24/7 – Ventiquattro ore al giorno per sette giorni su sette. Indica un rapporto di sottomissione mantenuto senza pause in qualsiasi momento della giornata, per un periodo limitato o come scelta di vita definitiva.
AB – Abbreviazione di Adult Baby
Abrasione – Categoria di giochi basata sullo sfregamento della pelle con oggetti ruvidi, che può andare dal piacevole al doloroso.
Adorazione – Baciare o leccare il corpo del Dom o il suo abbigliamento per stimolarlo eroticamente o come forma di umiliazione.
Adult Baby – ‘Bebè adulto’. Chi pratica infantilismo.
Ageplay – ‘Giocare con le età’. Gioco di ruolo basato su atteggiamenti infantili, in cui uno dei partner assume la figura dell’adulto. Fra le situazioni tipiche: Papà/monella, Maestra/allievo, ecc.. In alcune relazioni questa finzione viene mantenuta anche al di fuori dei momenti strettamente di gioco.
Ago – Gli aghi usati in tutte le forme di piercing sono quelli sterili e monouso per utilizzo medico. Nelpiercing temporaneo è pratica comune impiegare quelli delle normali siringhe vendute al supermercato.
Agocannula – Strumento medico simile a uno spesso ago, usato per aprire il percorso a piercing di grossa entità.
Agura – Figura tradizionale dello shibari in cui il subviene legato a gambe incrociate. Nonostante le apparenze si tratta di una posizione molto disagevole, che veniva utilizzata negli interrogatori militari medioevali.
Aids – Acronimo di Acquired Immuno-Deficiency Syndrome (‘Sindrome da Immunodeficienza Acquisita’). È la più nota malattia venerea e una delle più pericolose, ma non l’unica. Qualsiasi attività sessuale fra partner promiscui dovrebbe tenere presente i rischi di infezioni e limitarli con tecniche disafer sex.
Alcolici – Generalmente malvisti negli ambienti Bdsm, per motivi sia etici sia di sicurezza. La perfetta lucidità mentale è infatti condizione indispensabile per garantire sicurezza e consensualità dei giochi.
Algolagnia – Definizione clinica del masochismo. Anche algofilia.
Allergico, test – Per garantire che il sub non abbia reazioni allergiche potenzialmente pericolose a sostanze irritanti che si intende applicare sul suo corpo è uso provarne gli effetti su punti sensibili (es. l’interno del gomito) prima della sessione e attendere qualche minuto. Se non vi sono reazioni patologiche si può procedere con i giochi.
Allungacapezzoli – Strumento metallico che viene applicato a capezzoli dotati di piercing a barretta per tenerla a una certa distanza dall’areola e favorire così un allungamento della carne.
Ampallang – Piercing orizzontale del glande, in cui viene inserita una barretta terminante con due palline, per una maggiore stimolazione durante il rapporto sessuale.
Amsterdam box – Struttura usata per sessioni dideprivazione sensoriale. È simile a un armadio stretto e poco profondo alle cui pareti interne (a volte imbottite, per isolare acusticamente) sono fissate cinghie o altri strumenti per immobilizzare la persona che vi viene chiusa dentro. La porta è spesso dotata di piccoli sportelli attraverso cui si può stimolare il sub.
Anilingus – (O analinguo) stimolazione dell’ano con la lingua.
Antoniou, Laura – Pseudonimo della scrittrice Sara Adamson (1963-), autrice del ciclo narrativo The Marketplace, in cui viene descritta una vasta organizzazione dedicata all’addestramento di schiavi. Il tono quasi cronachistico ha contribuito a diffondere il mito delle società segrete.
Apadravya – Piercing verticale del glande, in cui viene inserita una barretta terminante con due palline, per una maggiore stimolazione durante il rapporto sessuale.
Apadydoe – Combinazione di apadravya e dydoe.
Aperello – Munch tenuto nel tardo pomeriggio.
Arm sleeve – Vedi guanto singolo.
Arte bianca – Sinonimo (specie nei paesi di lingua tedesca) di clinical.
Asanawa – Corda di canapa usata tradizionalmente nello shibari.
Asfissia posizionale – Disturbo potenzialmente letale della respirazione causato dalla forzatura di una posizione che impedisca il normale movimento del torace. Benché si sviluppi normalmente nell’arco di ore, è un fattore di rischio da tenere in considerazione nel bondage.
Atterraggio – Termine gergale per indicare la fase conclusiva della sessione, che comporta un ritorno alla «normale» quotidianità.
Autobondage – Pratica che consiste nel praticarebondage su se stessi, e che richiede particolare abilità e attenzione per ottenere risultati efficaci ma sicuri, perché sia poi possibile liberarsi senza aiuti esterni.
Ayor – Acronimo di At Your Own Risk (‘a vostro rischio e pericolo’). Sigla ormai desueta usata da alcune guide gay per indicare luoghi dove veniva praticato sadomasochismo non Ssc.

Diritto d'uso del corpo

Sadomasochismo e legge

L'argomento del mio intervento sarà il diritto d'uso del corpo, ma non parlerò di eutanasia, bensì di sadomasochismo. Immagino sappiate tutti di cosa si tratta.


02Il sadomasochismo come pratica inconsapevole è molto antico. Per fare solo due esempi tra i più significativi vi ricordo:
- la religione misterica della quale abbiamo rappresentati alcuni rituali nello spettacolare ciclo di affreschi della villa dei Misteri a Pompei - fra questi vi è anche una scena di flagellazione -
- i penitenziali irlandesi diffusi con la predicazione di San Colombano in tutta Europa fino a Bobbio, che hanno segnato con le loro punizioni la religiosità medievale e non solo visto quello che si legge, per fare un esempio, di monsignor de Balaguer fondatore dell'Opus Dei.
03Ma - è stato detto - la violenza entra nella coscienza dell'umanità solo nel diciottesimo secolo con Louis-Aldonse-Donatien marchese de Sade. Strana sorte quella del marchese de Sade, incarcerato a Vincennes in virtù di unalettre de cachet firmata dal Re, Luigi XVI, su richesta della suocera, la signora di Montreuil, e poi del cittadino Sade rinchiuso nel manicomio di Charenton con un atto amministrativo firmato dal primo console, Napoleone Bonaparte, in quanto autore dell' immorale e immortale storia di Justine e Juliette.
04Invece l'unico torto che viene fatto a Leopol von Sacher-Masoch è di essere ricordato ormai solo per la "straordinaria" perversione che porta il suo nome, anziché per le sue storie. Storie per le quali la stessa Parigi che aveva recluso de Sade lo aveva invece portato in trionfo.
05Il concetto di sadomasochismo come noi lo conosciamo è più recente, risale grossomodo alla fine del diciannovesimo secolo con la sistemazione nosografica delle perversioni sessuali operata da Krafft-Ebing e con la metapsicologia freudiana, che fa rientrare il sadomasochismo nella categoria del feticismo. - per intenderci l'oggetto del desiderio è tra chi batte e chi viene battuto, sta in mezzo appunto.
06Occorre però arrivare alla seconda metà del ventesimo secolo perché si abbia una vera e propria codificazione dell'attività SM. Negli Stati Uniti ed in California in particolare viene elaborato e si diffonde un tipo di relazione sessuale, ma non solo sessuale, basata sullo scambio di potere, in cui viene stabilito contrattualmente che la negazione del consenso è ristretta ad una sola parola di sicurezza. In questo modo qualsiasi richiesta, invocazione, lamento della vittima verrà interpretato da entrambi come interno alla relazione. L'unico modo per uscire dalla situazione sarà quello di pronunciare la parola stabilita in precedenza per revocare il consenso e di conseguenza far terminare l'azione, qualsiasi essa sia.
07È evidente che siamo in presenza di una ulteriore torsione del significato del termine sadomasochismo. Michel Foucault ha correttamente individuato la caratteristica essenziale di questa "sottocultura" nell'uso del corpo per creare nuove forme di piacere non strettamente legate alla sessualità:
Prendiamo in considerazione la "sottocultura sado-maso" [...] Non penso che il movimento legato a queste pratiche sessuali abbia nulla a che vedere con lo svelamento o la scoperta di tendenze sadomasochiste profondamente nascoste nel nostro inconscio. Penso che il sado-masochismo come è inteso dalla sottocultura sado-maso, sia molto più di questo; è la creazione reale di nuove possibilità di piacere, che prima non erano immaginate. L'idea che il sado-masochismo sia legato a una violenza profonda, che la sua pratica sia un mezzo per liberare questa violenza, per dare libero corso all'aggressività è una idea stupida. Sappiamo benissimo che queste persone non fanno nulla di aggressivo; che inventano nuove possibilità di piacere, utilizzando certe parti del corpo che normalmente non sono utilizzate, erotizzando il corpo. Penso che qui troviamo una sorta di creazione, una attività creatrice, la cui caratteristica principale è quella che chiamo desessualizzazione del piacere. Penso che l'idea che il piacere fisico provenga sempre dal piacere sessuale e l'idea che il piacere sessuale sia la base di tutti i piaceri possibili sono profondamente false. Le pratiche sado-masochiste dimostrano che possiamo produrre piacere a partire da oggetti molto strani, utilizzando certe parti del corpo particolari, in situazioni insolite, etc. [Michel Foucault, an Interview: Sex, Power and the Politcs Identity, di B. Gallagher e A. Wilson, Toronto 1982 in "The Advocate" n°400 1984 - riportata in Archivio Foucault, n° 3 Feltrinelli Editore, 1998] 
II
08Prima di entrare in argomento alcune curiosità che ci riguardano come genovesi. Immagino che pochi di voi sappiano che la prima rivista per adulti a contenuto "fetish" - I moderni - è stata publicata a Genova nel 1974 da una coppia di Molassana. Così mi è stato detto da Fulvio Brumatti, che ha rilevato la testata e ne ha continuato le publicazioni fino al 2002. Anche il primo e più autorevole sito internet italiano di argomento SM - la gabbia - è stato concepito a Genova nel 1998 da Vittorio, che lo ha diretto per diversi anni, poi è arrivato il solito Fulvio e anche la Gabbia ha preso la strada di Milano.

III

09L'evoluzione della società ci propone, lo abbiamo visto, nuove forme di relazioni tra gli individui, che vengono progressivamente ad interessare la giurisprudenza.
10Il diritto di usare il proprio corpo per creare piacere attraverso il dolore, l'umiliazione e lo scambio di potere si scontra, oltre che con la morale corrente, anche con il divieto posto dalla legge di compiere qualsiasi azione che possa diminuire l'integrità fisica e psicologica delle persone.
11Due sentenze della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo hanno fissato alcuni punti fermi. Mi riferisco al caso Spanner, - Laskey ed altri contro Regno Unito - di cui trovate sul web una estesa documentazione in inglese, e al casoK.A. e A.D. contro Belgio (sentenza del 17 febbraio 2005) su cui mi soffermerò un poco perché mostra tutte le contraddizioni che si possono venire a creare in questi casi.
12Da questa vicenda è stato tratto un film del regista belga Erik Lamens, che ha ricevuto una menzione speciale al Festival del film indipendente di Roma nel 2010. Film che ovviamente non vedrete mai al cinema o in televisione in Italia.
13Per inquadrare meglio la storia senza impressionarvi troppo vi leggerò la sinopsi del film, anziché la cruda descrizione dei fatti riportata in sentenza. Dopo 15 anni di matrimonio Koen e Magda sono in crisi. Lei soffre di una profonda depressione che le fa trascurare la figlia e se stessa. Dopo una cura in ospedale confessa al marito che ha delle fantasie masochiste e vorrebbe che lui le infliggesse dolore. Koen è confuso, ma è innamorato della moglie. La coppia inizia a frequentare un club SM e poi un altro, finché alcuni video vengono messi in circolazione e un publico ministero comincia ad indagare. Koen è un giudice a Malines in Belgio, viene processato e condannato, perde il lavoro e la pensione, ma non perde Magda.
14Veniamo ora alla questione giuridica che verte sulla tutela offerta dall'art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, firmata a Roma il 4 novembre 1950, che recita:
Diritto al rispetto della vita privata e familiare
1 Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza.
2 Non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell.esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell'ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertà altrui.
15Nella sentenza la Corte ha ribadito che l'attivita sadomaso è tutelata dall'Art. 8 comma secondo della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, ovvero rientra nell'esercizio privato e tutelato della sessualità umana, solo se sono rispettate tutte le seguenti condizioni:
  • sia consensuale per tutto lo svolgimento dell'azione
  • sia svolta in luogo privato
  • non produca danni permanenti
  • non sia limitata da qualche normativa nazionale
16In tutte le situazioni che contravvengono ad almeno una delle dette condizioni le attivita sadomaso, ancorché svolte in forma ludica, sono al momento attuale, sicuramente perseguibili. Poichè una qualche normativa nazionale di tutela della società in queste circostanze esiste sempre, in pratica la tutela del diritto individuale rimane soggetta alla clemenza della Corte.
17La novità più interessante della sentenza K.A. et A.D. contro Belgio è cito: il riferimento alle regole normalmente riconosciute per questo tipo di praticheed in particolare alla parola di sicurezza il cui rispetto viene riconosciuto come elemento determinante per dimostrare il consenso.
18Nel caso di specie la condanna dell'imputato è stata giustificata con la violazione della parola di sicurezza durante l'azione, così come evidenziato dai filmati, anche in contrasto con la mancata costituzione di parte civile della "vittima".
19A questo proposito vorrei esprimere solo una perplessita, perché da quanto si legge nella sentenza sarebbe stata utilizzata la parola di sicurezza: "pietà", il cui uso in tale circostanza appare contrario alla prassi usuale del gioco. Ciò dimostra comunque la necessità del rigoroso rispetto del formalismo, elemento essenziale di ogni comportamento sociale, in particolare di ogni attività che coinvolga l'uso del corpo del partner.
20Una certa linea interpretativa vorrebbe poi mantenere il concetto di dignità umana come limite al libero comportamento degli individui. In questo caso si contrapporrebbe una dignità astratta alla liberta dell'individuo concreto. La matrice di una tale concezione svalutativa della liberta concreta è chiara e non occorre ricordarla. Il fatto che nella sentenza K.A. et A.D. contro Belgiola Corte abbia ritenuto prevalente, anche se solo in termini astratti, la libertà individuale è un elemento da apprezzare. Nessuna dignità umana è possibile al di fuori della libertà.
21L'impressione generale è che si siano ribaditi in astratto grandi principi, ma nei fatti le varie sentenze, prima della magistratura Belga e poi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, abbiano avuto come unico effetto di togliere alla "vittima" la pensione ed i mezzi di sussistena di cui prima disponeva. Ciò dimostra come lo scopo di chi amministra la giustizia a volte non sia l'affermazione della Legge, ma la persecuzione di chi non segue il modello sociale maggioritario.

MP

giovedì 10 marzo 2016

Intervista a Riccardo Wildties


Riccardo Wildties, quanto e com’è avvenuto il tuo primo approdo al BDSM? 
Cira 10 anni fa. Sono stato da sempre affiscinato dalle pratiche sessuali non convenzionali e stavo introducendo la mia compagna. Leggevavo libri, guardavamo video. Ci siamo imbattutti ne "Vangelo di eros". Ci piacquero le scene di dominazione. Da li cominciammo a informarci.
Quanto il BDSM è parte integrale della tua vita relazionale?
Oggi è una parte integrante e imprescindibile.
Il tuo esordio da Rigger è sostanzialmente autodidatta, da qui, la necessità di approfondire gli studi e conseguire progressi. Quali sono gli artisti a cui ti sei ispirato e perché?

All'inizio Hajime Kinoko e Wykd Dave soprattutto. Poi Naka Akira che è diventato il mio Maestro.
Oggi sei un Rigger di nota fama e molto attivo nello scenario europeo. Potresti annoverare le tappe più importanti del tuo percorso professionale? 
E' stato un percorso lungo, fatto di sacrifici, incontri importanti, scontri, ispirazioni. Ogni tappa è stata egualmente importante per la mia evoluzione, ma sicuramente l'incontro con Naka Akira è stato un momento cruciale.
Nel 2012 sedotto e ispirato dall’arte del Maestro Akira Naka decidi di intraprendere un nuovo stile in cui l’uso della corda è un mezzo estetico di tortura erotica. Puoi spiegarci in cosa consiste?
Creare bellezza attraverso la sofferenza. Uno stile di corda concentrato sulla bellezza del corpo e non della corda stessa. Uno stile che fa scaturire dalla persona legata emozioni forte, profonde, a volte oscure.
Nel 2013 il sogno di incontrare il Maestro Akira Naka diventa realtà. Come si è evoluto il vostro rapporto negli anni e quanto si è rivelato utile alla tua crescita professionale e spirituale?
Naka sensei è una persona speciale oltre che un grande legatore. I suoi consigli, i momenti passati a discutere di cosa il kinbaku sia, i suoi racconti, queste sono le cse più importanti che ho condiviso con lui. Molto più che la mera tecnica. Abbiamo un rapporto speciale, qualcosa nato al primo incontro che va oltre il rapporto Maestro/discepolo. Una sintonia che scattò improvvisamente al primo incontro. Purtroppo distanza e la barriera linguistica non ci permettono di comunicare come e quanto vorremmo. 
Siamo nel 2015, anno in cui, finalmente vieni ufficializzato “deschi” (discepolo) del Maestro. Un traguardo tanto ambito quanto frutto di sacrifici e rinunce. Puoi riportare in breve l’emozione di quel giorno? 
Fu un giorno particolare. Mi venne comunicato tramite mail, attraverso una traduzione. Pensai fosse un errore di traduzione e non gli detti troppa importanza. Poi andai in giappone e il Maestro ribadì il concetto. Per poco non svenivo, soprattutto quando decise di performare in duo con me in una delle sue celebri sessioni private.
In 10 anni di carriera sono accaduti eventi spiacevoli che hanno segnato il tuo operato?
Purtoppo gelosia, malelingue, invidie sono molto presenti in questo ambito. Ma preferisco andare per la mia strada e non darci troppo peso.
Come sono strutturati i tuoi Work shop? 
Non c'è una struttura fissa. Cerco sempre di adattarmi al livello e alle necessità individuali. Cerco di bilanciare pratica e teoria e cerco soprattutto di non insegnare a ripetere forme, ma a capire e pensare il bondage.
Quanto è importante per te il fattore sicurezza? 
Molto.Questo è un gioco e per mantenerlo un bel gioco bisogna renderlo ragionevolmente sicuro senza tuttavia diventare paranoici.
Quali sono i rischi di un errato utilizzo della corda? 
Le corde possono essere pericolose, ma anche una bicicletta può esserlo. Come tutte le attività umane se fatte senza conoscenza e senza un pochino di buonsenso ci si può far male.
Quali sono gli errori più comuni di un novizio? 
Voler fare più di quello che si è capaci di gestire, sopravvalutarsi e non lavorare sodo sulle basi.
Quali consigli senti di rivolgere al lettore affascinato di Bondage? 

Andare a vari eventi, vedere stili differenti, farsi una cultura storica e artistica e affidarsiolo a educatori professionisti.
Quale è oggi Il tuo rapporto con le corde? 
Sono il mio mezzo di espressione, uno strumento erotico e anche un modo di comunicare col partner. Ma sono cmq solo corde. Il kinbaku comicia prima della corda. Facendo un reso conto del tuo percorso cosa ti entusiasma maggiormente? Essere riuscito a guadagnarmi stima e rispetto in Giappone, la dove il kinbaku è nato.
Gli obiettivi futuri? 
Sto preparando un libro fotografico di bondage erotico e tradizionalee tengo molto a questo progetto. Continuo a studiare ed affinare il mio stile e la mia interpretazione dello stile del mio maestro. Esploro nuove forme e nuovi concetti e vorrei arrivare a trovare qualcosa che mi rappresenti totalmente. 
Un sogno da realizzare ?

Una collaborazione in video col mio Maestro.
1) Riccardo, guardando la sequenza delle foto che narrano l'esecuzione delle sue performance, sembra di osservare la Cappella Sistina, dei dannati ... non sono semplici scatti esplicativi, che vogliono condurre all' istantanea principale.... tutto e' essenziale, il primo e l'ultimo scatto.... cosa ci sta raccontando con queste immagini?
Una scena di bondage è una storia, tutto è importante, dal primo all’ultimo istante. E’ come fare l’amore, ogni istante deve essere speciale, dall’approccio alle coccole finali. Troppo spesso si vedono rigger concentrarsi solo sul momento culmine, di solito la sospensione. Il bondage giapponese non pone enfasi sulla legatura, ma sull’atto di legare, sull’interazione tra i due partecipanti.

2) Le prospettive, gli squarci delle foto, le torsioni del corpo della sua modella permettono di far penetrare il nostro sguardo, la nostra attenzione, la nostra voglia di sentire cio' che li viene rappresentato. E' cio' che lei vede ,sente,fa', cio' che noi vediamo?
Quando le foto le scatto io cerco di catturare il mio punto di vista, quando sono scattate da altri spesso la prospettiva è diversa. Non credo che lo spettatore possa avere una idea esatta di cosa vivo perché manca quella cosa principale, il contatto con la mia partner. Quello che si vede da fuori sono solo tracce di quello che ho vissuto con una lettura diversa da persona a persona.

3) Il corpo della modella che lei plasma, diventa estremamente plastico, scultoreo, le corde,che sembrano essere parte integrante della sua gestualita' esecutiva (ben si nota nei video), stringono, fasciano creano forme, tensioni. Le corde, cosa sono per lei?
Un mezzo di comunicazione, un media, una estensione delle mie mani.

4) Le sue modelle,sono delle dee, super donne, fisicamente e mentalmente, sono nelle sue mani totalmente guidate, non danno l'idea di recitare un ruolo, ma di vivere un esperienza, tutto sembra molto vero, palpabile. E' difficile trovare la giusta partner?
Sembra vero perché è vero. Non pianifico mai le mie performance e le vivo, e le mie partner le vivono, come sessioni di gioco. Trovare una partner per me non dipende da come vive il bondage ma dalla relazione tra noi. Il resto viene da solo.

5) La sua esecuzione di bondage e' molto carnale, primitiva, erotica, ma anche romantica, affettuosa (fantastico quando stacca la cera dal viso a fine rappresentazione, o quando abbraccia la sua modella confortandola), il tutto e' il frutto di grande esperienza e nella sua capacita' di attirare lo sguardo dello spettatore?
No. Non ci penso nemmeno al pubblico. Vado sul palco e lego esattamente come a casa, solo che in scena la modella ha un kimono. Non faccio show, faccio sessioni in pubblico. Seguo il mood che abbiamo quel giorno e a volte mi dimentico di essere sul palco.

 6) Come e' iniziato questo suo percorso ?
Ho cominciato 5 anni fa con il bdsm, soprattutto protocollo. Poi io e la mia partner abbiamo avuto una play partner che era amante delle corde e ho cominciato a provare.

7) E' un artista di fama internazionale, il bondage e' apprezzato ovunque in egual modo?
All’estero è in generale più apprezzato che in Italia, soprattutto per chi fa uno stile molto S/M come il mio. La gente è più ben disposta a pagare per apprendere ed il livello medio dei legatori è infinitamente superiore.

8) I suoi video sono una fantastica scoperta per chi non ha avuto l'onore di vedere dal vivo le sue rappresentazioni. Lei e' esigente, costantemente pressante nel suo agire, nemmeno per un attimo perde di vista la sua partner, come si affronta un esibizione di questo genere?
Come ho detto non faccio show, gioco su palco come faccio a casa. Un rigger che passa più tempo a guardare le corde che la sua partner fa l’amore con le corde e non con la ragazza. Quindi l’unica cosa che serve è una buona destrezza, tecnica, e la voglia di divertirsi. Non preparo nulla, vado sul palco e mi diverto come viene.

9) Cos e' per lei la Dominazione? 
Dare piacere a qualcuno assecondando i suoi desideri di sottomissione.

10) Fruste, cera, corde, bamboo,....vengono da lei utilizzati per stimolare al massimo le potenzialita' sue o della partner?
Il mio bondage è piuttosto endorfinico per la modella, sofferenza lenta e progressiva. Gli strumenti verberatori permetto di aggiungere un pochino di adrenalina. La cera è una coccola.

11) Il nostro Riccardo, nel suo privato e' molto differente ? Che genere di uomo e' lei?
La mia vita privata e quella pubblica non hanno nette distinzioni. In privato sorrido di più che sul palco però.

 12) Cosa desidera realizzare ora Riccardo Wildties?
 Migliorare il mio stile ed avvicinarmi ancora di più ai canoni estetici più tradizionali.

13) Riccardo , sappiamo che ha avuto collaborazioni importanti con altri Rigger, che significato hanno avuto queste esperienze?
Tutte le opportunità di scambio con rigger internazionali sono ottime possibilità di crescere ed imparare. Ho la fortuna/sfortuna di lavorare soprattutto all’estero e questo mi da la possibilità di lavorare con tanti ottimi legatori e crescere.

14) Lei organizza corsi di bondage, una grande responsabilita', perche?
Insegno perché è il mio lavoro. Sono un rigger full time. Inoltre ho di natura buoni doti pedagogiche e amo insegnare.

15) Cio' di cui abbiamo parlato fin ora, ha dispiegato a grandi linee, il suo essere Rigger, ancora non abbiamo toccato la problematica della sicurezza. A tal riguardo è' stato recentemente pubblicato nel blog:"http://bdsmcultura.blogspot.it" un suo video nel quale si argomenta la questione. Potrebbe in sintesi riassumere quelli che sono i punti essenziali a cui un aspirante Rigger deve attenersi? 
Prendere lezioni da professionisti affermati e non dal primo che viene. Non fare qualcosa che non potremmo fare a occhi bendati a meno di non avere qualcuno pronto ad aiutarci. Usare la testa e il buon senso. 
Intervista di  
Giovanni Piccirilli
Vanessa Scamarcia